Si apre il sipario sulla seconda edizione di Innesti Contemporanei

Squillace, Giovedì 27 Luglio 2017 - 08:23 di Redazione

Si apre il sipario sulla seconda edizione di Innesti Contemporanei, il festival ideato da Nastro di Möbius con la direzione artistica e organizzativa di Saverio Tavano. L’antico borgo medievale di Squillace, da oggi fino a domenica, si trasformerà in un teatro a cielo aperto. Ad aprire il cartellone “Richiami”, il workshop di danza, improvvisazione e contatto diretto Lara Russo. Insegnante di danza contemporanea e contact improvisation presso la formazione professionale Dance start up diretta da Brigel Gjoka, Lara Russo approfondisce la sua ricerca artistica sia nel campo fotografico/video che sul terreno performativo, come coreografa e interprete.  Spazio anche alle arti visive con Skené, la mostra delle foto di scena di Angelo Maggio, e l’intervento site specific di Silvia Pujia e Maria Teresa Zingarello nella chiesetta gotica Santa Maria della pietà, antica cappella risalente al XIII secolo. La serata al Castello Normanno inizierà alle 19.00 con l’istallazione sonora di Studiolo Laps, in replica tutte le sere alla stessa ora: Alessandro Rizzo e Mario Lino Stancati in “Gli echi nelle rovine”. La performance nasce da un chiaro desiderio di ricerca, teso ad indagare e sperimentare le possibili metodologie esecutive e ricettive inerenti alla ripresa e al processamento dal vivo delle eventualità sonore di un determinato e particolare ambiente fisico. Ad inaugurare invece la sezione spettacoli, alle 21.00, Bollari di e con Carlo Gallo. La pièce di Teatro della Maruca è un cunto calabrese che narra la contesa di mare tra due anziani pescatori e le vicissitudini di quella che fu la “Cecella”, il miglior peschereccio dello Jonio, negli anni del fascismo fino alle porte della seconda guerra mondiale. Bollari è una storia di mare che si chiude sopra il deserto dei valori di un mondo travolto dal regime e dalla guerra. A seguire un'altra storia calabrese, quella di Rocco Gatto messa in scena da Nino Racco: Opera aperta. Lo spettacolo nasce dalla necessità di lavorare e rappresentare il contesto generale e il complesso entro cui avviene il delitto di mafia. Rocco Gatto fu ucciso dalla mafia a Gioiosa Jonica il 12 marzo 1977 per motivi plurimi e coincidenti e il processo per la sua uccisione si è concluso senza colpevoli per insufficienza di prove.  Chiude la prima serata la compagnia messinese Il Castello di Sancio Panza con Un uomo a metà, diretto da Roberto Bonaventura, spettacolo vincitore dell’E45 Napoli Fringe Festival 2015. Giuseppe, interpretato da Gianluca Cesale, lavora come rappresentante di articoli religiosi ed è fidanzato da sempre con Maria. Il giorno prima delle sue nozze scopre in maniera rocambolesca la propria sessualità. Questa rivelazione lo porta a realizzare una parte di sé nascosta che metterà in luce e rivoluzionerà il rapporto col mondo che lo circonda fino alle estreme conseguenze.      



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